L'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Napoli nacque agli inizi del secolo scorso, per dare una risposta concreta al grande bisogno di case delle classi più povere della città. In quell'epoca, Napoli era afflitta da una drammatica situazione sociale determinata dalla congestione della struttura urbanistica, dalla povertà industriale e dalla decadenza economica,da un tessuto demografico fortemente tormentato, per la presenza di trecentomila famiglie costrette a vivere nei "bassi" o in alloggi inadeguati, sprovvisti dei più elementari servizi igienici. Proprio la condizione abitativa della stragrande maggioranza della popolazione napoletana - caratterizzata da spaventoso sovraffollamento e pericolosa promiscuità in alloggi assolutamente malsani, privi di luce e di aria, aveva profondamente colpito la sensibilità di Luigi Luzzatti - allora Ministro per l'Agricoltura, l'Industria e il Commercio, il quale si rese promotore dell'approvazione della legge 31 maggio 1903 n.254. Dalla pubblicazione di questa legge, conosciuta in seguito come "legge Luzzatti" ebbe inizio a Napoli la costruzione di "case per il popolo". Intanto, anche l'Amministrazione Comunale prendeva finalmente coscienza della necessità di affrontare in maniera decisa il problema di fornire un alloggio adeguato alle classi operaie della città.